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28 Gen 2020

Adozioni: vale la qualità della relazione non lo status dell’adottante. Anche i single possono adottare.

Sentenza rivoluzionaria nel mondo delle adozioni.

Sarà possibile adottare anche ai single, alle coppie non sposate e a chi è in età avanzata, incluse anche le persone diversamente abili. Lo stabilisce un’ordinanza, la n. 17100 pubblicata il 26 giugno 2019, della prima sezione della Corte di Cassazione, che rivoluziona la materia in Italia.

L’interesse preminente del minore è al centro finalmente come è giusto che sia. Nelle graduatorie, le giovani coppie composte da padre e madre rimarranno in testa ma da oggi, a meno che non intervengano altri provvedimenti le differenti condizioni non impediscono l’adozione che in questo caso viene configurata come “speciale” ma fattibile.

La Cassazione ha rigettato il ricorso dei genitori naturali di un bambino di 7 anni che avevano abbandonato il figlio poco dopo la nascita perdendone la responsabilità genitoriale. Il bimbo era affetto da tetraparesi spastica. Una signora, single di 62 anni instaura un bel rapporto con il minore. Così le viene affidato. I genitori naturali però ci ripensano e chiedono la revoca dell’assegnazione del minore alla 62enne. Ma il 26 giugno scorso arriva il rigetto del ricorso di padre e madre a cura della Cassazione.

L’adozione non presuppone necessariamente una situazione di abbandono di colui che può essere adottato, quando si accerta che vi sia una relazione affettiva consolidata tra i soggetti.

L’interesse perseguito dal minore, richiede la salvaguardia e la continuità affettiva ed educativa della relazione tra questi e  l’adottante. Vi è un interesse legittimo del bambino a vedere riconosciuti i propri legami sviluppatisi con altri soggetti che se ne prendono cura.

In Italia ci sono più famiglie in lista d’attesa per adottare un figlio che minori disponibili. A fronte di 10.000 offerte vi sarebbero state solo 1.397 adozioni. Si è passati da 1.548 richieste nel 2016 a 1.168 nel 2017. E nel 2018 a fronte di 67 minori dichiarati adottabili, le adozioni sono state 30, cioè meno della metà. Troviamo cioè bambini adottabili che non vengono adottati. Un sistema da riformare anche a fronte dei non pochi scandali scoppiati nel settore.Per i minori adottati da altri Paesi al primo posto delle nazioni di provenienza del minore troviamo la Federazione Russa (17,9%) seguita dall’India, Ungheria e Cina (8,9%).

Lasciamo alle parole di Luciana Littizzetto la gioia per questa nuova possibilità data a tutti quei  bambini che non aspettano altro che essere amati.

Stasera CasaMika

"Sei mio figlio, sei mia figlia, in ogni istante di ogni minuto di ogni ora della mia vita e non potrei mai, di tutti i mondo dei mai, fare a meno di te" ❤ Luciana Littizzetto #CasaMika #Rai2 MIKA Mika Italia

Publicado por Rai2 en Martes, 14 de noviembre de 2017
16 Gen 2020

Adolescenti e stili di vita

ADOLESCENTI E STILI DI VITA

Oggi abbiamo incontrato l’ing. Maurizio Tucci che sarà uno dei relatori al Family ToDay. Ci ha presentato il lavoro che con la sua associazione ‘Laboratorio Adolescenza’ svolge da anni. Ci ha fatto scoprire le ricerche e le indagini effettuate sugli adolescenti, e siamo rimasti molto colpiti da questa ricerca così dettagliata.

A realizzarla:

Realizzazione progetto: Ing. Maurizio Tucci Presidente Laboratorio Adolescenza

Consulenza scientifica e metodologica: Prof. Carlo Buzzi Dipartimento di Sociologia Università di Trento, referente per l’area sociologica di Laboratorio Adolescenza, e membro del Comitato Scientifico di Istituto IARD.

L’indagine inizia con domande sulla parità dei generi, ma attraversa davvero tutte le argomentazioni di possibile interesse per chiunque sia curioso riguardo al mondo degli adolescenti:

Scuola e Lavoro, io e la mia famiglia, social network e gambling, lo sport, l’impegno sociale e l’attenzione alla sostenibilità, l’alimentazione, sesso e contraccezione.

Qui il link per visionare l’indagine:

03 Dic 2019

Il concept del Family ToDay

Il nostro evento avrà carattere emozionale e socio-culturale, e si propone di diventare un osservatorio permanente e itinerante in tutta Italia, un dialogo costante fra cittadini, addetti ai lavori e istituzioni al fine di analizzare la reale situazione delle famiglie e di individuare le possibili soluzioni pratiche alle problematiche che incontrano quotidianamente.

La famiglia è un pilastro insostituibile sul quale si basa la nostra società, tanto da influenzare in maniera decisiva i valori, il carattere e i comportamenti di tutti noi.

Per la maggioranza degli italiani è il punto di riferimento più importante nella vita.

Ciò che si può definire famiglia è fondato sull’amore, il rispetto e la solidarietà reciproca, elementi assolutamente imprescindibili per costruire i nostri rapporti.

La famiglia sta subendo profondi mutamenti, ed è importante prendere atto di questa evoluzione. Anche il campo di definizione deve essere ridiscusso e allargato: ormai la famiglia è intrecciata con tutte le sfaccettature di una società fluida come la nostra. Basta pensare al tempo che i nostri figli trascorrono tutti i giorni con maestri, professori, allenatori, nonni e tante altre figure che sono ormai parte integrante del vissuto di ciascuno di noi.  Senza contare le numerose figure professionali che supportano o accompagnano le famiglie nei momenti più difficili e delicati (psicologi, avvocati, assistenti sociali, mediatori familiari).

Da queste riflessioni è nato il nostro Family-to-day, che includerà tutti i protagonisti della nostra vita quotidiana.

Il 1° Family to Day si terrà il 28 Marzo a Firenze, e sarà una giornata di incontro e confronto con tante famiglie, con i rappresentanti delle associazioni e delle istituzioni che si occupano a vario titolo dei temi legati alla famiglia. 

L’obiettivo è produrre istanze e cercare soluzioni pragmatiche e non ideologiche ai problemi che le famiglie italiane si trovano ad affrontare nell’Italia del 2020. 

Le relazioni dei lavori verranno sottoposte alle istituzioni competenti come indicazioni per proposte di legge, di cui monitoreremo evoluzioni e sviluppo durante i meeting e gli incontri successivi che di in anno in anno andremo ad organizzare.

Il nostro obiettivo è accendere i riflettori su tutte le difficoltà familiari troppo spesso invisibili alle istituzioni per aprire un  tavolo di lavoro aperto, accessibile e soprattutto pratico.

01 Dic 2019

il 1° Family ToDay

Per il 1° Family ToDay abbiamo deciso di fare le cose in grande! Ad ospitarci sarà il comune di Firenze che per l’occasione metterà a disposizione le sue location più rappresentative a partire dal Salone dei 500 e la sala d’Arme a palazzo Vecchio.

6 le location complessive che ospiteranno questa prima edizione.

Si aspettano associazioni, addetti ai lavori e tante famiglie a questo incontro che non vuole essere un punto di arrivo, o una conferenza di ‘specialisti’ univoca, ma un  momento di incontro, basato sulla propositività delle persone, sulle idee degli addetti ai lavori e sul confronto diretto con tutti i cittadini.

Il Family ToDay avrà carattere emozionale e socio-culturale, e si propone di diventare un osservatorio permanente e itinerante in tutta Italia, un dialogo costante fra cittadini, addetti ai lavori e istituzioni al fine di analizzare la reale situazione delle famiglie e di individuare le possibili soluzioni pratiche alle problematiche che incontrano quotidianamente.

20 Nov 2019
nuove famiglie ai raggi x family today

Reddito sufficiente, titolo di studio medio alto, un tetto sicuro sulla testa, alle spalle un matrimonio o una convivenza che in un caso su due non ha scollinato i 15 anni (in perfetta linea con i dati Istat); un figlio o al massimo due che solo in parte hanno saputo della separazione da entrambi i genitori e che nelle situazioni più complesse tendono a farsi carico della felicità dei genitori; ancora qualche guerra di troppo fra ex coniugi; una tendenza da parte delle mamme a centralizzare la gestione dei figli e da parte dei padri –viene da dire: di conseguenza – a non rispettare sempre gli accordi. È questa, in estrema sintesi, la fotografia che esce dal nostro sondaggio esclusivo fra i genitori separati o divorziati composto secondo le caratteristi-che della comunità Gengle (due terzi donne e un terzo uomini, fascia di età concentrata fra i 35 e i 55 anni). La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Ancora quella, il tradimento, causa della separazione per il 36,2 per cento degli intervistati.

1.LE VIE DELLA SEPARAZIONE

Intanto un dato: solo il 20 per cento delle ex coppie ha divorziato, gli altri sono o restano nel limbo dei separati . Segno che il divorzio – con le decisioni dolorose, faticose e definitive che sottende – è tutt’altro che breve (con tutte le conseguenze legali e amministrative che la semplice separazione comporta e che trovate in un articolo separato). Come è stato raggiunto l’accordo di separazione? Consensualmente con il supporto dei professionisti nel 55% del campione (13,26 senza l’aiuto di avvocati), giudiziale per il 17,82 per cento, attualmente senza accordo per il 13,89%. Si tratta di genitori diventati single per lo più da 1 a 3 anni (36,6%), la fase in cui si ha più bisogno di aiuto e sostegno nella costruzione di una nuova vita (da qui il successo di Gengle).

2.NUOVI COMPAGNI

Ecco uno degli indicatori che segnano la differenza fra uomini e donne separati con figli: i primi dichiarano di frequentare qualcuno nel 55,73% per cento dei casi (quindi più di 1 su 2), mentre le ex mogli raggiungono a fatica il 34,37%. Il dato stupisce? Macchè, torna tutto: le donne tendono a mettere i figli al primo posto (anche perché in Italia se ne occupano più dei padri) e trovano nel ruolo di mamma un appagamento che fa rimandare l’impegno amoroso. La differenza di genere trova conferma nella domanda sulla disponibilità ad andare a convivere nel futuro con un compagno/compagna: gli uomini che rispondono affermativamente sono ben più numerosi delle loro ex. Volete l’ultima prova? Alla domanda “ti risulta che il tuo/la tua ex frequenti qualcuno”, le donne a cui risulta – e a cui non sfuggono queste notizie – sono il doppio dei loro ex mariti.

3.I FIGLI

E qui viene il punto dolente. Perché se è vero che quasi la metà dei genitori dichiara di aver comunicato insieme ai figli la notizia della separazione, come da manuale, è anche vero che nel 17,63% dei casi sono stati i bambini ad accorgersene, cioè senza che nessuno glielo avesse detto, e che nel 16,42% è stato un solo genitore a parlare (azzardiamo: lo ha fatto la mamma?).

Ciò nonostante i figli si rivelano sempre più bravi di quello che si pensa: non solo hanno reagito alla notizia “accettando e cercando di metabolizzare” in 1 caso su 4 (gli altri si dividono fra gli-scioccati, i-finti-distaccati, i troppo-piccoli e i più coraggiosi che hanno incalzato con le domande) ma si sono anche fatti carico della felicità del genitore più debole accettando pure di buon grado (dove si è già palesato) il nuovo partner di mamma o papà. E una volta superata l’impressione che l’argomento fosse un terreno minato (probabilmente più per i genitori che per loro) hanno affrontato la questione con tenerissime ma puntualissime domande che dimostrano una grande verità: i figli sono resilienti, sanno rialzarsi dalle cadute, e se sono ben aiutati non solo sanno superare i cambiamenti ma maturano e crescono più degli altri. Chiediamo ancora: i vostri figli sono attratti dalla normalità delle famiglie ancora unite? Più di 1 genitore su 2 dice di sì. Ma è la percezione dei figli o la proiezione di mamma e papà? A voi la soluzione del dubbio.

4.FIGLI CONTESI

I papà vorrebbero vederli di più, le mamme si lamentano molto della scarsa presenza dei padri ma alla domanda “vorresti vedere più o meno i tuoi figli” quasi tutte le mamme rispondono “va bene così”. Il sospetto di una certa schizofrenia nei desideri materni nasce spontaneo.

5 CONTRIBUTO PER I FIGLI

La quota per il mantenimento dei figli è stata decisa di comune accordo in 1 caso su 2. E la media stabilita per figlio è fra 200 e 300 euro al mese (31% dei casi), fra 300 e 400 (per il 25%) e fra 100 e 200 (nel 21%). Una cifra congrua? No per il 72,4 per cento del campione femminile, che fra l’altro denuncia un taglio sistematico e unilaterale dell’assegno dovuto. Che fare in questi casi? Troverete molte informazioni utili di avvocati e giuristi. Ma è sulle spese straordinarie che si consuma il più alto tasso di conflittualità (e contraddizioni). Solo il 64% degli ex coniugi dichiarano di spartire a metà i costi fuori bilancio, gli altri o pagano lamentandosi parecchio o vanno avanti a denunce, recriminazioni e (spesso vane) carte bollate. Pochi risultati, hainoi, e molto rancore.

6.VIVA I NONNI

Sono loro il principale aiuto per i genitori single (41,7%), molto più dell’altro genitore (21,5%). Ma che succede se a causa delle separazioni conflittuali una parte dei nonni non può più frequentare i nipoti? Situazione molto più frequente di quello che pensiamo, benchè si tratti di un diritto previsto anche dalla legge (vedi parere legale più avanti). Le ripercussioni dei conflitti sui parenti – incolpevoli quanto necessari alla crescita affettiva dei ragazzi – sono ancora molto sottovalutate.

7.LE VULNERABILITÀ

Nonostante la situazione economica non disperata della maggioranza degli intervistati, è proprio la questione-soldi il settore in cui i genitori single si sentono più vulnerabili (lo hanno dichiarato il 35,31% degli intervistati). Perché un conto è campare tutti con un’entrata media di 1.500 euro, per dire, un altro conto è dividere la famiglia e le spese in due. Separarsi è un passo che non tutti possono permettersi e che richiederebbe più aiuti anche da parte dello Stato. Gli altri settori di vulnerabilità? Il secondo è quello psicologico (24%), spiegato soprattutto così: “solitudine nell’affrontare i problemi quotidiani” (quasi 1 su 2), “eccessiva responsabilità”, “paura di sbagliare con i figli” (1 su 3) o “di deluderli” o “di perdere il loro affetto” (soprattutto i papà). Il terzo fattore di fra

fragilità è quello sociale, inteso come “perdita di spazi propri”, “paura di non essere accettati”, “perdita dello status”, “declassamento sociale”, “diminuzione del tenore di vita”.

8.SITUAZIONE ECONOMICA

Per questa parte è stato fatto un sondaggio ad hoc, dunque molto dettagliato. Da cui si evince che: quasi la metà degli intervistati vive in una casa di proprietà, 1 su 4 in una casa in affitto, il 12% a casa dei nonni, il 5,5% nella casa dell’ex coniuge. Il reddito va da 500 a 1.000 per il 14,2% (maggioranza donne), da 1.000 a 1.500 euro per il 34%, da 1.500 a 1.800 per il 15,4%, fino alla fascia più alta del 15 per cento circa che guadagna da 2.000 a 3.500 euro al mese. Le spese per i figli vengono detratte al 50% dalla metà delle ex coppie, da un solo genitore nel 33% dei casi. Le spese straordinarie sono a carico del padre nel 22,4%, a metà nel 64% dei casi, il resto è litigiosamente oscuro. L’importo del contributo per il figlio è stato deciso di comune accordo nel 57,7%, tramite procedimento giudiziale per il 27%, non è previsto alcun contributo (per mantenimento diretto) nel 15,4% del campione.